All’inaugurazione nel 1939 c’erano i principi di Savoia

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Porta il nome di un medico nato a Sedilo nel 1876, e morto di peste bubbonica nel 1910, quando aveva solo 34 anni in un lazzaretto sul Mar Rosso: l’ospedale Cesare Zonchello era nato come sanatorio climatico in pieno periodo fascista ed è un importante esempio dell’architettura razionalista della Nuoro littoria. Il progetto fu portato avanti dalla Croce Rossa che ricevette in dono il terreno dal Comune di Nuoro nel 1931, e fu poi la stessa Croce rossa che nel ’36 lo donò all’Istituto nazionale fascista della previdenza sociale che poi realizzò l’attuale complesso e i diversi padiglioni, immersi in un parco verde che aiutava la salute e lo spirito dei pazienti ricoverati.

Il sanatorio cominciò a funzionare nel 1938 ma fu inaugurato il 7 giugno del 1939, e per l’occasione a Nuoro arrivarono anche il principe Umberto e Maria José di Savoia. In quella stessa giornata, a Nuoro vennero inaugurate altre due strutture di pubblica utilità e di aggregazione sociale: la Casa della Madre e del Bambino e la Casa della Gioventù Italiana del Littorio (Gil), che entrambe si trovavano in viale Trieste. Dal momento della sua apertura, l’allora sanatorio Zonchello ha avuto un ruolo di primo piano nella prevenzione e nella cura della tubercolosi: una malattia diffusa in tutta la Sardegna, e con percentuali altissime proprio nel territorio del Nuorese.

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