Allevatore morto, sangue sulla scarpa di uno degli indagati – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. Una traccia ematica con il Dna dell’allevatore 73enne di Orotelli, trovato morto il 17 ottobre dello scorso anno all’interno della sua azienda agricola nelle campagne di Sa Serra, è stata rilevata sulla tomaia di una scarpa di uno degli indagati. Sangue dell’allevatore anche sui muri dell’azienda e su una spranga di ferro. Nessuna traccia, invece sul toro che all’inizio, si pensava avesse caricato l’allevatore colpendolo con le corna. Le ipotesi sulla morte di Esperino Giobbe, per il momento sono ancora aperte. Ieri mattina al quarto piano del palazzo di giustizia, con la perizia del Ris di Cagliari, si è chiuso l’incidente probatorio chiesto dagli avvocati Lorenzo Soro e Mario Pittalis, difensori degli indagati, Gian Michele e Gian Mario Giobbe, per svolgere accertamenti irripetibili, finalizzati a fare chiarezza sul caso. Presenti il consulente di parte, dottor Gessa, e i familiari della persona offesa, rappresentati dall’avvocato Giuseppe Mocci.

I periti incaricati dal gip Claudio Cozzella dovevano verificare se la presenza di tracce biologiche ed ematiche nell’auto, negli oggetti e negli abiti dei due indagati fossero compatibili con la persona offesa. La perizia acquisita in udienza è stata trasmessa al pm Andrea Ghironi. Il fascicolo delle indagini preliminari si è così arricchito dei verbali di prova, destinati ad essere depositati a sostegno dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio, se il magistrato al termine delle sue indagini riterrà di dover chiedere il processo, o in alternativa, alla richiesta di archiviazione della notizia di reato. Esperino Giobbe era stato trovato morto nella sua azienda a poca distanza dagli animali che allevava. E se in un primo momento si era pensato a un incidente, dall’attento esame del luogo, dalle ferite che la vittima aveva sul capo e in diverse parti del corpo, e dal successivo esame svolto dall’anatomopatologo Vindice Mingioni che non aveva sciolto i dubbi sulla cause del decesso, si erano delineati gli scenari più probabili. I carabinieri della Compagnia di Ottana (che stanno ancora portando avanti le indagini ndr), avevano iniziato a ipotizzare che la morte dell’allevatore potesse non essere riconducibile solo a un fatto accidentale, ma anche a un’azione violenta e voluta. Erano state eseguite perquisizioni nei confronti dei due nipoti che erano stati iscritti nel registro degli indagati. Gli specialisti del Ris erano stati incaricati di svolgere indagini genetiche sulle tracce rilevate sui capi di abbigliamento loro sequestrati, nonché esami biologici e dattiloscopici sui materiali prelevati all’interno dell’azienda agricola durante il sopralluogo. Tutti dati riportati nella relazione peritale depositata in sede di incidente probatorio.

Ora non resta che attendere gli ulteriori sviluppi.

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