Aggressione misteriosa, dieci giovani a processo – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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LANUSEI. Era stato aggredito e poi investito da un Fiat Punto in una piazzola di sosta lungo la provinciale 27 nel maggio del 2017. Paolo Busia, imprenditore di Fonni, era finito in gravi condizione nella Rianimazione dell’ospedale di Lanusei. Un’aggressione misteriosa avvenuta vicino a Villagrande Strisaili e culminata, ieri mattina, nell’apertura di un processo davanti al giudice monocratico di Lanusei, Nicole Serra. A giudizio, per quell’episodio, caratterizzato da omissioni e silenzi, sono finiti dieci giovani ogliastrini e barbaricini. Le posizioni di due degli imputati sono state subito stralciate. Per Pier Giuseppe Demurtas, giovane arzanese difeso dall’avvocato Francesco Marongiu, ritenuto il responsabile dell’investimento e quindi accusato di lesioni gravissime, è stata presentata richiesta di patteggiamento.

Per il suo compaesano, Alessio Tedone, accusato di aver rilasciato false dichiarazioni, il difensore Marco Pistis ha presentato un’istanza di messa alla prova. Per gli altri otto giovani gli avvocati hanno sollevato un’eccezione di nullità: le intercettazioni prodotte dal pm Elisabetta Pili, presenti nel fascicolo del giudice, non compaiono tra la documentazione dei difensori. A sollevare l’eccezione per la lesione del diritto di difesa gli avvocati degli otto imputati. Si tratta di Mario Solanas, difensore di Francesco Mereu e dei colleghi che difendono Silvio Loi e Gabriele Piras (Fabrizio Demurtas), e Nicola Stochino (Marcello Caddori), tutti di Arzana. I fonnesi Sergio Demartis e Raffaele Loddo con l’orunese Fabrizio Puggioni sono difesi rispettivamente da Gianni Carrus, Gisella Piras e Giuseppe Talanas. A processo lo stesso Busia (Carlo Figus) che secondo l’accusa si era messo, ubriaco, alla guida della sua Audi. Al pm, nell’udienza che si terrà il 27 aprile, il compito di chiarire il perché della mancata trasmissione. A quel punto il giudice stabilirà se riportare il procedimento allo stato delle indagini preliminari oppure riaprire i termini a difesa affinché i legali, esaminate le prove, possano scegliere e cambiare strategia e richiedere, eventualmente, il rito alternativo. Tutti quanti dovranno difendersi dall’accusa di aver hanno mentito ai carabinieri. Dopo la chiamata al 112 degli amici di Busia e l’intervento del 118, le dichiarazioni furono, secondo l’accusa, false: la dinamica raccontata riguardo l’investimento da parte di un’auto pirata mal si conciliava con le lesioni riportate dal giovane. L’episodio sarebbe stato l’epilogo di quanto accaduto poco prima tra i due gruppi di Arzana e di Fonni, che si affrontarono all’esterno di un night a Lotzorai. Ad avere la peggio fu Busia, finito in ospedale con lesioni gravissime.

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