#AdessoBasta, nuova denuncia

  • di

NUORO. Sono passati tre anni da quella tragica mattina di Natale in cui i fratelli Francesco e Matteo Pintor persero la vita in un incidente avvenuto nella statale 129 Nuoro–Macomer, in una curva in prossimità del bivio per Orotelli. Da allora, grazie alla mobilitazione di tanti giovani e in particolare di Giovanni Pintor, fratello delle due vittime e scampato allo schianto insieme con il conducente, Alessandro Satta, l’attenzione sulla estrema pericolosità di quel tratto di strada è cresciuta. Di più, ci sono stati impegni istituzionali, promesse da parte di chi avrebbe dovuto creare condizioni di maggiore sicurezza per i tanti automobilisti che ogni giorno percorrono quel tragitto. Ma, al momento, nulla di più che parole, come sottolinea il comitato, guidato appunto da Pintor, che si batte per la sicurezza della 129 in varie forme: sensibilizzazione nelle scuole, mostre, incontri. E una petizione che ha raccolto quindicimila firme.

«#AdessoBasta ha fallito. Dopo tre anni la “curva della morte” è ancora come prima. Intonsa, pericolosa. Le nostre opere, logorate e profondamente segnate dal tempo, ne sono testimoni. Le troverete sparse per il centro della città». Sono le parole che accompagnano le dieci opere d’arte (esposte nella mostra all’ex Artiglieria realizzata l’estate scorsa dal comitato) che ora sono state inserite nel contesto cittadino, da piazza Satta ad altre vie del centro. Un’operazione che ha il sapore amaro della denuncia, più che l’ammissione di una sconfitta, un j’accuse verso le varie istituzioni che alle promesse non hanno fatto seguire atti concreti.

Il messaggio del comitato Adesso Basta anche stavolta è fortissimo. In piazza Satta un pezzo di guardrail contorto, per metà rosso, riporta drammaticamente alla memoria la dinamica dell’incidente. Al corso Garibaldi un paio di sneaker allacciate tra loro penzolano dalle luminarie, a poca distanza un canestro da basket (lo sport praticato dai fratelli Pintor) è stato fissato a un palo dell’illuminazione: al suo interno un pallone sospeso dentro la rete, come se il tempo si fosse fermato quel tragico Natale di tre anni fa. Ma queste sono solo alcune, forse le più significative, tra le opere della mostra all’ex Artiglieria collocate in varie vie cittadine. Mostra che era stata preceduta da un murale realizzato poco distante dallo street artist Manu Invisible, un dipinto su tutta una parete di un edificio sul quale spicca una parola che è un po’ il manifesto dell’associazione: “Perseveranza”.

La mattina di Natale di tre anni fa Francesco, Giovanni e Matteo Pintor erano diretti a casa dei nonni a Pattada. Alla guida dell’auto c’era il loro cugino Alessandro Satta. Nella curva al chilometro 64 della statale 129, chiamata non a caso la curva della morte per il gran numero di incidenti, spesso mortali, che qui si sono verificati, il conducente aveva perso il controllo dell’auto che, come impazzita, si era schiantata contro la barriera metallica. Francesco e Matteo Pintor, di 24 e 16 anni, erano morti sul colpo. Giovanni, che viaggiava nel sedile accanto al guidatore, era rimasto miracolosamente illeso. Alessandro Satta, ferito gravemente, era stato ricoverato nel reparto di rianimazione, in prognosi riservata, e si era ripreso dopo una lunga degenza. L’inchiesta della magistratura seguita all’incidente ha stabilito il non luogo a procedere nei suoi confronti per l’accusa di duplice omicidio colposo. (p.me.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *