Accadde oggi. Il 28 febbraio 2002 gli italiani salutano la lira – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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Un giovedì di 19 anni fa, dopo quasi 140 anni di onorata carriera, cessava definitivamente di avere corso legale la Lira italiana. Entrata in vigore il 24 agosto 1862, dopo l’unificazione italiana, sostituì tutte le monete dei vari Regni, accompagnandoci per tutto il secolo successivo: tra le due Guerre Mondiali, il passaggio tra Monarchia e Repubblica, il “boom” economico, la svalutazione monetaria e l’inizio della “Seconda” Repubblica. A sostituirla l’Euro, valuta comune ufficiale dell’Unione Europea.   

Questo uno degli effetti del Trattato di Maastricht del 1992, entrato in vigore nel 1993, che istituiva l’U.E., fissandone le regole e i meccanismi dell’accesso ai 12 Paesi europei firmatari.  Il 1 gennaio 1999 l’Euro fa il suo esordio nei mercati finanziari e inizia ad essere usato per tutte le forme di pagamento non fisico. Le banconote e le monete dell’Euro entrano in circolazione il 1 Gennaio 2002, e coesistono con le vecchie valute fino alla mezzanotte del 28 Febbraio dello stesso anno. Così oltre la Lira italiana, tra le altre, in Europa hanno smesso di avere corso legale: il Marco tedesco, il Franco francese, la Peseta spagnola e la Dracma greca.

Il passaggio dalla Lira all’Euro, ha innescato numerose polemiche riguardanti l’aumento del costo della vita. Il dibattito si è trascinato per anni, sia per i mancati controlli dell’aumento ingiustificato dei prezzi, ma soprattutto in relazione al cambio di 1 Euro pari a 1936,27 Lire, giudicato da diversi analisti troppo oneroso per l’Italia.

Per quanto riguarda il primo periodo dall’utilizzo della sola valuta Euro, ci fu un po’ di smarrimento e diffidenza: era molto comune incontrare, in prossimità delle casse di esercizi commerciali, persone anziane “armate” di calcolatrice, trasformare il valore dei beni da Euro a Lire. Per anni furono intentate battaglie per trasformare il taglio da 1 e 2 Euro da moneta a banconota, perché essendo similari in aspetto al taglio delle 500 Lire, non si dava il giusto valore economico. Oggi alcune di queste problematiche, soprattutto per gli “Euro-Nativi”, i ragazzi fino ai 25 anni, non sono neppure un ricordo, in quanto in molti casi vengono a conoscenza della vecchia moneta italiana, tramite un racconto di un nonno o un genitore.

Fino al 2002 i tagli della Lira presenti erano le monete da 50, 100, 200 e 500 Lire. Per quanto riguarda le banconote, raffiguravano il volto di personaggi illustri della storia artistica e storica italiana: le 1.000 L. Maria Montessori (in passato Verdi e Polo), le 2.000 L. Guglielmo Marconi (in precedenza Galilei), le 5.000 L. Vincenzo Bellini (tra gli altri in passato anche Colombo), le 10.000 L. Alessandro Volta ( ebbe anche Dante), le 50.000 L. Gian Lorenzo Bernini (fu raffigurato anche Leonardo Da Vinci), le 100.000 L. Caravaggio ( le prime Manzoni) e infine le 500.000 L. Raffaello, questa l’ultima banconota ad essere emessa dalla storica Lira italiana.

Oggi ricercati dai collezionisti i pezzi rari o con errori di conio, si calcola che ancora ci siano in circolazione vari tagli di vecchie Lire per un valore pari a 1 miliardo di euro. E se la scadenza per il cambio da Lira ad Euro era stata fissata nel febbraio 2012, ma il Governo Monti l’anticipò al 6 Dicembre 2011, causa una sentenza della Corte di Cassazione che dichiarò tale atto illegittimo, la Banca d’Italia dovette aprire una finestra di ben 82 giorni a partire dal 22 Gennaio 2016. Cause condizioni poste per poter utilizzare questa finestra, ancora ci sono persone che aspettano una sentenza in arrivo, si dice, nella Primavera del 2019.

Persone che pensavano di non avere nemmeno una Lira, per citare un modo di dire rimasto dall’utilizzo della vecchia valuta, ma che in realtà hanno scoperto di avere dei” tesoretti” in casa!

 

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