Accadde oggi. È il 12 maggio 1995 quando Mia Martini muore – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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È il 12 maggio del 1995 quando Mia Martini muore. Viene ritrovata due giorni dopo nella sua casa a Cardano al Campo. La versione ufficiale, attacco cardiaco a causa dei medicinali coagulanti che assumeva per problemi di salute, è stata messa in dubbio dalla sorella Loredana qualche anno fa.

Ma chi era la famosissima Mia Martini?

Domenica Bertè nasce il 20 settembre del 1947. Incontra presto la musica ma la sua occasione ancora non arriva. Si trasferisce con la mamma a Milano, tenta di trovare un contratto discografico. Alla fine ottiene la sua occasione: Carlo Alberto Rossi le dà una possibilità, crede alle potenzialità di quella che allora è solo una ragazzina. La presenta come ragazza yè-yè e con il nome di Mimì Bertè. Primo disco, nel 1963. Segue subito il secondo, ma è con il terzo il salto. Inizia con questo a essere conosciuta dai giovani.

Il successo sembra ancora cosa lontana, per qualche anno sparisce dalla scena.

Nel 1971, la svolta. Mia Martini, nome d’arte. Nessuno la collega alla ragazzina di anni prima. Nel suo primo disco ci sono canzoni d’impatto che scuotono l’opinione pubblica. Tra queste c’è “Padre davvero” che dona a Mia molti riconoscimenti ma è esclusa dalla programmazione radiofonica per alcuni contenuti un po’ forti. Il primo album – sostenuto dalla RCA sotto la guida di Crocetta –, “Oltre la collina”, nonostante sia considerato un capolavoro d’avanguardia, per una serie di circostanze non le offre il riconoscimento che sta cercando.

Mia si lega alla Ricordi. “Piccolo uomo” è da subito un successo, con questo brano vince il Festivalbar del ’72. Anno successivo, “Minuetto”, altro enorme successo.

Trascorre altri quattro anni con la Ricordi, arrivano altri riconoscimenti. È del ’75 un importante premio con il brano “Nevicate”. Nel ’76 torna alla RCA – attraverso l’etichetta, nuova di zecca, Come il Vento – e l’anno dopo la cantante presenta “Libera” rappresentando l’Italia al Gran Premio Eurovisivo della Canzone. In Giappone partecipa al World Popular Song Festival di Yamaha e vince con “Ritratto di donna”.

Nello stesso anno, ’77, incontra Fossati. Inizia così un percorso che, sentimentale e artistico, sarà molto ricco. Partecipa a Sanremo nell’82 con “E non finisce mica il cielo” e vince il Premio della Critica.

Dopo anni di assenza dovute a maldicenze e a cattiverie di stampo superstizioso, torna nel 1989 al Festival di Sanremo con “Almeno tu nell’universo”. La canzone viene accolta con grande entusiasmo. Negli anni 90, il successo continua. Alterna successi tutti italiani a brani in dialetto napoletano.

Considerata una grande professionista, non scende mai a compromessi. Vive di musica, della sua musica, e costruisce quello che è un percorso ricco senza forzature.

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