Accadde Oggi. 6 agosto 1945: l’atomica su Hiroshima e la sua interminabile scia di morte – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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Nel 1945 una bomba atomica chiamata in codice Little Boy venne sganciata dal B-29 statunitense Enola Gay sulla città di Hiroshima in Giappone, alle 8:16 di mattina (ora locale). Esplose ad un’altitudine di 576 metri con una potenza pari a 12.500 tonnellate di TNT uccidendo all’istante 80.000 persone (altre 60.000 moriranno entro la fine dell’anno a causa delle malattie causate dal fallout nucleare) e distruggendo circa l’80% dell’area edificata della città. Tre giorni dopo ci fu il lancio dell’ordigno “Fat Man” su Nagasaki.

Il numero di vittime dirette è stimato da 100.000 a 200.000, quasi esclusivamente civili. Per la gravità dei danni diretti ed indiretti causati dagli ordigni, per le implicazioni etiche comportate dall’utilizzo di un’arma di distruzione di massa e per il fatto che si è trattato del primo e unico utilizzo in guerra di tali armi, i due attacchi atomici vengono considerati gli episodi bellici più significativi dell’intera storia dell’umanità.

Eppure sono passati 73 anni. Quasi settantamila persone scomparvero all’istante, “assorbiti” per sempre dal grande fungo; altri settantamila morirono per effetto delle radiazioni e delle ustioni nei giorni seguenti. «Dio mio che cosa abbiamo fatto?» si domandò uno dei piloti dell’Enola Gay vedendo esplodere su Hiroshima la bomba appena sganciata dal loro velivolo.

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