Accadde Oggi. 14 gennaio 1915: il latitante Salvatore Biancu viene ucciso dai carabinieri a Siniscola

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Era il 14 gennaio del lontano 1915 quando il latitante Salvatore Biancu venne ucciso dai carabinieri. Biancu, classe 1891, era latitante fin da quando, insieme a Michele Pau – e altri – era stato accusato dell’assassinio di Antonio Succu (delitto avvenuto a Siniscola il 15 novembre del 1914).

Il 14 gennaio 1915 Biancu venne individuato nelle campagne di Siniscola – precisamente, in località Su Strumpu. Il carabiniere Giovanni Salis lo bloccò, gli intimò di fermarsi. Lui esplose, in tutta risposta, due colpi d’arma da fuoco ai danni del carabiniere. Non poteva che andare male: Salis, a quel punto, lo colpì mortalmente. La versione della mamma non collimava con questa – quella ufficiale dell’Arma.

Giovanna Truzzu infatti raccontò: «Mio figlio fu ucciso in conflitto dai carabinieri nel 14 gennaio scorso. Io ritengo però che l’abbiano voluto uccidere senza motivo perché non era un vero latitante dopo l’omicidio del Succu, giacché era regolarmente munito di porto d’armi e mai fu dai carabinieri cercato in casa ove, se avessero voluto, l’avrebbero potuto trovare facilmente. Mio figlio poi era un tiratore scelto e perciò ritengo che sia stato sparato a tradimento dai carabinieri, che se egli avesse sparato prima contro questi non li avrebbe certamente sbagliati.»

I carabinieri coinvolti nel fatto vennero indagati ma prosciolti da ogni accusa presto.

Sardegna criminale, Giovanni Ricci, Newton Compton Editori, Roma 2017.

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