Accadde Oggi. 13 ottobre 1992, in Corsica la cattura di Matteo Boe: sequestrò il piccolo Farouk Kassam – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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Più di 35 anni quell’impresa – espressione di priva di qualunque alone di eroicità, ma intesa a evidenziare l’eccezionalità storica del fatto – di evadere dal carcere dell’Asinara. Era il 1° settembre 1986 e Matteo Boe aveva già subito, dopo l’arresto, la condanna a 16 anni di carcere a seguito del sequestro di Sara Niccoli. Prezioso, nella fuga per le acque del nord Sardegna, fu l’aiuto del compagno di cella Salvatore Duras e della sua ex compagna Laura Manfredi, ad attenderlo su un gommone.

Poi, nel 1988, il sequestro dell’imprenditore Giulio De Angelis, rapito in Costa Smeralda il 12 giugno e liberato il 31 ottobre, dietro pagamento di 3 miliardi delle vecchie lire.

Matteo Boe, latitante e “primula rossa”, venne indicato come uno degli artefici del sequestro di Farouk Kassam. Un caso che sconvolse tutta l’Italia.

Il 13 ottobre 1992 la fine della latitanza per Matteo Boe. Su indicazione delle Questure di Nuoro e Sassari, venne arrestato dalla polizia francese a Porto Vecchio, in Corsica. Trasferito nel carcere di Marsiglia, la magistratura formulò per lui la richiesta di estradizione, come mandante ed esecutore del sequestro Kassam. Nel 1996 la condanna a venti anni di carcere.

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