Accadde oggi, 11 marzo 2004. Gli attentati mettono in ginocchio Madrid – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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Erano le 07:46 dell’11 marzo 2004 e le vie e i treni di Madrid erano pieni di pendolari che si recavano a scuola, in ufficio, quando un boato squarciò il silenzio della vivace città spagnola.

Dieci zaini riempiti con esplosivo furono fatti esplodere all’interno di 4 convogli regionali della capitale, in 4 stazioni diverse: Atocha (3 bombe), El Pozo (2 bombe), Santa Eugenia (1 bomba) ed in un quarto treno che si trovava nei pressi di via Téllez (4 bombe), sui binari che portano ad Atocha provenendo da sud.

I morti sarebbero potuti essere molti di più, ma fortunatamente le forze di polizia rinvenirono altri due ordigni inesplosi e li fecero brillare. Un’ulteriore borsa con 500 grammi di esplosivo, mitraglia, detonatore e temporizzatore applicato su un telefono mobile modificato fu ritrovata inesplosa tra gli oggetti e bagagli raccolti sui luoghi degli attentati, ritrovamento che portò all’individuazione dei primi responsabili.

Fu difficile arrivare subito ai veri colpevoli. L’opinione pubblica era divisa e in seguito agli attentati si scatenò una forte contrasto tra il Partido Popular (PP) e il Partido Socialista Obrero Español (PSOE) a proposito di chi fosse l’autore. L”ETA negò con forza un legame con gli attentati.

Ma la rivendicazione islamista non tardò ad arrivare, prima attraverso una lettera che affermava che la Brigata Abu Hafs al Masri, a nome di al-Qāʿida, la rete terroristica di Osama bin Laden, era responsabile degli attentati di Madrid, “attuati come regolamento di conti con la Spagna, accusata di complicità con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna in una crociata contro l’Islam” e in seguito con un video.

Furono 191 (192, se si considera che una delle vittime era incinta e che il suo bambino sarebbe dovuto nascere 48 ore dopo) e 2057 feriti, dati che hanno conferito agli attentati di Madrid il triste primato per numero di feriti e secondo per vittime mortali, nella lista dei peggior attacchi sofferti in Europa in tempi di pace dopo l’attentato di Lockerbie, che causò la perdita di un aereo della Pan Am e la morte di tutti i passeggeri e membri dell’equipaggio il 21 dicembre 1988. Il numero delle persone colpite fu così elevato che fu necessario installare un ospedale da campo nella struttura sportiva Daoiz y Velarde per fornire i primi aiuti e pianificare il trasporto in ospedaleI feriti furono trasportati negli ospedali di Madrid.

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