Abusò di una bimba, confermati 10 anni all’amico di famiglia – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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NUORO. «L’abuso sui minori è una sorta di omicidio psicologico. In tanti casi cancella l’infanzia». La denuncia di Papa Francesco che ha ricevuto in Vaticano l’associazione Meter, fondata da don Di Noto, fa eco alla sentenza della Corte d’Appello di Sassari che qualche giorno fa ha confermato la condanna a 10 anni di reclusione per un cittadino marocchino, Safri Abdelkarim di 56 anni, accusato di atti sessuali su una minore. All’epoca dei fatti la vittima aveva sei anni, frequentava le scuole elementari in città. Lo “zio” orco, connazionale della madre che aveva trovato ospitalità a casa loro, da quando era stato licenziato doveva occuparsi delle faccende domestiche e badare alla piccola quando la donna era al lavoro. In quei momenti approfittava di lei, la costringeva a fare squallidi “giochi”, «come tutti i padri fanno con le loro figlie» le diceva per convincerla e rasserenarla. La baciava, la spogliava, la toccava e, in qualche occasione per vincere la sua resistenza, la picchiava.

L’imputato si era reso irreperibile quando gli era stato notificato l’avviso dell’incidente probatorio. La minore era stata sentita in aula alla presenza di uno psicologo e aveva ricostruito minuziosamente il lungo e doloroso viaggio all’inferno a cui era stata costretta da quell’uomo, di cui lei e la mamma si fidavano ciecamente.

Il suo era stato un racconto agghiacciante che aveva fatto emergere costrizioni fisiche e psicologiche alle quali, per più di 5 anni (dal 1999 fino al 2005), non si era potuta sottrarre. Aveva paura: l’orco la minacciava che se avesse parlato avrebbe fatto del male a lei e alla sua mamma. Poi, però, diventata ragazzina, aveva trovato il coraggio di vuotare il sacco.

L’uomo che nel frattempo aveva lasciato Nuoro e si era reso latitante, era stato processato in contumacia. Non aveva partecipato alle udienze ma aveva nomina come legale di fiducia l’avvocato Gonario Floris. Il processo di primo grado si era concluso nel novembre 2011 con una condanna per il marocchino a 10 anni di carcere. I giudici gli avevano applicato il massimo della pena condannandolo anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e da qualunque incarico nelle scuole, a risarcire i danni alla parte civile (rappresentata dall’avvocato Giovanna Serra), e al pagamento di una provvisionale. Rintracciato il Spagna, Abdelkarim era stato arrestato e trasferito nel carcere di Roma. In quella occasione l’imputato aveva nominato l’avvocato Stefano Mannironi che aveva proposto ricorso per essere rimesso in termini per l’appello. Il processo iniziato a Sassari il 10 giugno 2017 si è concluso solo qualche giorno fa. Dopo tanti rinvii sono stati sentiti di nuovo i testi del primo processo: la madre della minore che venuta a conoscenza dei fatti aveva denunciato il connazionale, e l’assistente sociale che aveva seguito la vittima. La corte d’Appello, alla fine, ha confermato la prima sentenza. Una vicenda giudiziaria lunghissima e non ancora conclusa: ora potrebbe esserci la Cassazione. Ma la bambina di un tempo, diventata adulta, spera solo che l’orco paghi. Soltanto allora, forse, potrà liberarsi definitivamente dei pesi emotivi che si porta dentro, e di quelle lacerazioni dell’anima che si fa fatica a rimarginare.

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