Abusi sessuali sulla nipote il pm chiede nove anni

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NUORO. «Babbo, babbo, posso dirti una cosa? Nonno mi porta in camera da letto a fare delle cose»: era venuta fuori così, un paio di anni fa, all’improvviso e con le parole che una bimba di 8 anni riesce a trovare, sfidando timori e dolore, la storia che ieri mattina è approdata davanti al gup del tribunale di Nuoro alle richieste finali del pubblico ministero: 9 anni e 4 mesi per violenza sessuale nei confronti di una minore, e minacce nei confronti del padre di quest’ultima.

Era venuta fuori così, nel 2018, la vicenda che subito dopo avrebbe spaccato una famiglia, sconvolto una intera comunità, scatenato accuse reciproche e sensi di colpa, e fatto emergere altre vicende simili accadute negli anni precedenti e fino ad allora mai raccontate. L’imputato è un pensionato di Siniscola, che all’epoca nella quale i fatti erano emersi, nel 2018, viveva insieme alla compagna e spesso, in casa, accoglievano la nipotina di quest’ultima. Lui era dunque un nonno “acquisito”. La bimba di 8 anni spesso stava con i nonni perché la mamma in quel periodo aveva alcuni problemi di salute e si doveva sottoporre a cure. E per questa ragione spesso portava la bimba dalla mamma e dal compagno di quest’ultima. Ma le cose, evidentemente, in quella casa non andavano bene. Certo è che un giorno la bambina si avvicina dal padre e gli racconta che il nonno, ogni tanto, e da solo, la portava in camera da letto «per fare delle cose». Il padre, a quel punto, non ci vede più: si dirige dal nonno della bimba, tra rabbia e sconforto, e gli chiede conto di tutto. E il nonno, stando all’accusa, a quel punto avrebbe afferrato un coltello per fargli capire che sapeva come rispondere. E da lì scoppia tutto: la denuncia ai carabinieri, la bambina che riesce a raccontare gli abusi sessuali subiti, i suoi genitori che la proteggono come possono. E una famiglia che si spacca perché la nonna della bimba difende il suo compagno e presunto autore degli abusi. Lei non crede alla bambina. La bimba, di lei aveva raccontato che faceva i piatti, quando il nonno la portava in camera da letto. Il pm Giorgio Bocciarelli, ieri, al termine di una requisitoria scrupolosa ha ricordato che in tanti anni di inchieste e processi per abusi non aveva mai visto nulla del genere. Anche perché la bambina aveva dato il coraggio di parlare ad altre due presunte vittime degli abusi dello stesso uomo. Ma un caso è ormai prescritto, e sull’altro il pm ha chiesto al gup di valutare se è estinto o meno perché le date, del resto, non sono certe. Alla prossima udienza parlerà anche l’avvocato difensore, Giuseppe Floris. La bimba e i genitori si sono costituiti parte civile e sono rappresentati dagli avvocati Rossana Mele e Gianluca Sannio.

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