A Ulassai il 23, 24 e 25 luglio “Un filo bianco: arte, musica e letteratura sulle trame di Maria Lai” – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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A Ulassai il 23, 24 e 25 luglio “Un filo bianco: arte, musica e letteratura sulle trame di Maria Lai”. A quarant’anni dalla realizzazione della Via Crucis, una tre giorni di riflessioni sulle tematiche suggerite dall’opera donata dall’artista alla parrocchia del suo paese natale.

Tra gli ospiti: mons. Antonello Mura, Micol Forti, Elena Pontiggia, Elena Di Raddo, Sergio Massironi, Antonio Iaccarino, Adriana Cosseddu, Giacomo Mameli e Beppe Severgnini.

Nel 1981 Maria Lai donava alla parrocchia di Ulassai, suo paese natale, una straordinaria via Crucis. Tanto semplice quanto espressiva, cucita su cartoncino nero con un sottile filo bianco che, dalla scura profondità, sale dando forma e luce ad una serie di coinvolgenti scorci di una storia ben nota. A quarant’anni dalla sua realizzazione, l’opera sempre visitabile nella chiesa di Sant’Antioco Martire continua a suscitare interesse e a stimolare riflessione. Per questo il 23, 24, 25 luglio prenderà il via un’iniziativa con cadenza annuale in cui la parrocchia stessa, in stretta collaborazione con Archivio e Fondazione Maria Lai, si propone, a partire dalle tematiche suggerite dai singoli pannelli dell’opera, di restituirle piena fecondità facendone fiorire ogni sfaccettatura mediante l’arte del dialogo e della musica, evidenziandone l’espressiva vitalità che già parla da sé.

 

Il tema scelto quest’anno è “Ingiusta condanna” e prende spunto dalla prima stazione della Via Crucis: “Gesù condannato a morte”. Nel piazzale della chiesa vedremo giuristi, giornalisti ed esperti d’arte a confronto per una tre giorni dedicata a tutti.

 

“Andare oltre sia quelli che sono considerati i campi d’interesse delle realtà parrocchiali sia le classiche forme di evento culturale, e proporre la realtà ulassese e della valle del Pardu come luogo d’incontro e promozione artistica, letteraria, musicale, sociale, culturale a tutto campo”, spiega don Roberto Corongiu, parroco di Ulassai. “Un punto di partenza, o “ri-partenza”, come quel filo bianco che, elevandosi in apparente solitudine, si dipana, si intreccia sino a darsi forma concreta e complessa: tanto esile e leggero quanto incisivo ed iconico”.

 

Si parte sabato 17 luglio con un’anteprima della manifestazione in programma nella Cantina Antichi Poderi di Jerzu, sostenitrice dell’evento. Alle 18.30 si inaugura la mostra “Ricucire il dolore – Tessere la speranza: la Via Crucis di Maria Lai”, a cura di Micol Forti, Direttore della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani, con le musiche di Gavino Murgia. Nata dalla collaborazione tra l’Archivio Maria Lai e la Cantina, l’esposizione, con oltre 70 opere inedite di Maria Lai, si inserisce nel festival offrendo una serie di rielaborazioni dell’opera prima, scorci di quotidianità, libri in ceramica, libri cuciti e telai, e sarà visitabile fino al 4 settembre.

 

Venerdì 23 luglio la manifestazione prende il via ufficialmente con l’incontro tra Sergio Massironi, giornalista e Rettore del Collegio Villoresi, Elena Di Raddo, critica d’arte e docente dell’Università Cattolica di Milano, ed Elena Pontiggia, storica dell’arte e docente all’Accademia di belle arti di Brera che guideranno il pubblico alla scoperta della Via Crucis nel mondo artistico di Maria Lai, della terra che l’ospita e cui è intimamente legata e poi del primo pannello dell’opera, icona per il 2021. La serata sarà moderata dalla giornalista Claudia Carta e impreziosita dalla musica di Daniele Adornetto al pianoforte.

 

Diversa la prospettiva per la sera di sabato 24, che vuole declinare la tematica sul piano sociale e politico, guardando al rapporto tra giustizia e potere e all’elemento fraterno, umano, spesso alieno al nostro concetto di giustizia. A confronto Antonio Iaccarino, giurista e docente della Pontificia Università Lateranense, Adriana Cosseddu, professoressa dell’Università di Sassari, e monsignor Antonello Mura, vescovo di Lanusei e Nuoro. L’incontro sarà condotto dalla giornalista Paola Pilia. Le musiche sono affidate al trio swing Mambo Django, con Samuele Dessì alla chitarra, Andrea Lai al contrabbasso e Diego Deiana al violino.

 

Domenica 25 luglio l’ospite d’onore è Beppe Severgnini, protagonista dell’appuntamento organizzato in collaborazione col festival letterario SetteSere SettePiazze SetteLibri di Perdasdefogu. E sarà proprio il suo direttore artistico Giacomo Mameli a dialogare con Severgnini e la sua schietta ironia. Giornalista e saggista di caratura internazionale, Severgnini condividerà l’esperienza maturata nell’indagare le realtà umane, dalle più note a quelle apparentemente banali, sempre avvicinate con pari rispetto e dignità, in una continua ricerca delle radici delle ingiustizie sociali e delle crescenti paure e avversioni nei confronti delle diversità. L’accompagnamento musicale è ancora affidato al pianoforte di Daniele Adornetto.

 

Sabato 31 luglio, si chiude all’Anfiteatro comunale di Taccu, Osini, con il concerto del Manuela Mameli Jazz Mood Sardinian Quintet. Ogliastrina di nascita e di formazione musicale, Manuela Mameli si muove nell’accattivante territorio dell’incontro tra la musica tradizionale sarda, il pop internazionale e il jazz, bouquet di sapori confluito su importanti palchi, dalla Svezia alla Cina, dalla Danimarca alla Russia, dal Premio Andrea Parodi all’European Jazz Expo.

 

Le serate verranno trasmesse in diretta sul canale Youtube unfilobianco, e sulla omonima pagina Facebook: ogni dettaglio sul sito www.unfilobianco.it

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