A Lanusei stop alle nascite: non ci sono pediatri, chiude la sala parto – Pescheria di via Tirso – Tortolì

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LANUSEI. Le rassicurazioni non sono servite: l’ospedale di Lanusei a poche ore dal confronto tra l’assemblea dei sindaci e l’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, ha alzato bandiera bianca e chiuso il punto nascita per mancanza di pediatri. L’interruzione, abbondantemente annunciata, di un fondamentale servizio del Nostra signora della Mercede, la terza in poche settimane dopo quelle di cardiologia e pediatria, è un disastro che nemmeno il presentat’arm dell’assessore Nieddu ai nuovi direttori generali, chiamati in causa per trovare una soluzione condivisa con la redistribuzione del personale nelle emergenze, ha potuto evitare.

Così, mentre nella notte tra sabato e domenica 9 gennaio una prima partoriente ha trovato le porte sbarrate, i comitati hanno deciso di alzare il livello della protesta e di chiedere ai sindaci un gesto estremo.«Dimissioni e attivazione dei coc (centro operativo comunale, ndr) è quanto abbiamo chiesto ai primi cittadini in riposta a una deriva alla quale nessuno riesce a trovare rimedio», attacca il comitato “Giù le mani dall’Ogliastra”, particolarmente critico anche con i sindaci. «Puntualmente, non è arrivata nessuna delle due azioni. Le fiumane di gente per le strette vie di Lanusei, le abbiamo già viste, e i sindaci hanno sfilato trionfanti fascia al petto, ma tutto questo è servito a poco», sottolineano gli attivisti che vorrebbero un gesto più eclatante da parte dei primi cittadini. Gli amministratori, dal canto loro, pur avendo manifestato la volontà di proseguire la mobilitazione a Cagliari con la convocazione dei consigli comunali, stanno cercando di seguire i canali istituzionali.

«L’assessore Nieddu in conferenza socio sanitaria aveva garantito che sarebbero arrivati i pediatri dal Brotzu. Al telefono mi ha assicurato l’impegno costante per trovare una soluzione immediata», asserisce il sindaco di Lanusei e presidente della conferenza socio sanitaria, Davide Burchi. Pediatria e punto nascita, in mancanza dei rinforzi promessi dal Brotzu, rimarranno chiusi fino al 20 gennaio mentre il 15 febbraio dovrebbe arrivare un nuovo cardiologo. «Per noi questi tempi sono inaccettabili. Dopo la chiusura di cardiologia e pediatria viene a mancare l’assistenza al parto, non possiamo correre il rischio che i bambini vengano alla luce in strada, come peraltro già accaduto. La situazione del nostro ospedale – conclude Burchi – ci preoccupa molto e non intendiamo sottovalutarla». La restituzione della fascia tricolore rimane un’eventualità remota, lo smantellamento dei servizi sanitari, una drammatica realtà.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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